Elettrodomestici a basso consumo energetico: quali scegliere e come utilizzarli al meglio

Elettrodomestici
Elettrodomestici

Prima di comprare un elettrodomestico, dobbiamo valutare le nostre effettive esigenze e abitudini e poi confrontare le prestazioni dei vari modelli consultando l’etichetta energetica di ciascuno. Di seguito, abbiamo riportato indicazioni utili per scegliere, posizionare e utilizzare gli elettrodomestici più diffusi nelle nostre abitazioni, risparmiando soldi ed energia.

LAVATRICI

una lavatrice
Una lavatrice

Attualmente le lavatrici in commercio appartengono tutte alla classe A in cui, oltre ai consumi, viene indicata l’efficienza della centrifuga (cioè la quantità di acqua residua nei panni) e il rumore emesso nella fase di lavaggio e durante la centrifuga.

I modelli recenti, oltre alla tecnica dell’ammollo per il lavaggio, applicano anche quella del lavaggio a pioggia, sottoponendo i capi alla duplice azione dell’ammollo e dello spruzzo reiterato dall’alto con acqua e detersivo. Altre macchine, dotate di un’apposita conduttura, reimmettono in vasca l’acqua saponata, effettuando un nuovo lavaggio.

Infine, dato che la maggior parte del consumo è dovuta al riscaldamento dell’acqua, i nuovi modelli, che ne utilizzano meno, richiedono anche meno energia elettrica per portare l’acqua alla temperatura di lavaggio.

ASCIUGATRICI

Le asciugatrici sono apparecchi specificamente progettati per asciugare il bucato: esse aspirano l’aria dall’esterno, la riscaldano e la convogliano sulla biancheria lavata, togliendole così umidità e asciugandola.

Le asciugatrici appartenenti alla classe di efficienza energetica A hanno una tecnologia di asciugatura nuova: esse abbandonano la resistenza elettrica per scaldare l’aria in favore della pompa di calore, la quale muove all’interno del cesto l’aria calda prodotta, asciugando con la stessa qualità dei precedenti modelli a resistenza, ma con un consumo  di corrente nettamente inferiore.

Per riscaldare l’aria necessaria occorre molta energia. Infatti, il prezzo dell’asciugatura artificiale è sempre molto elevato (un ciclo di asciugatura di 5 kg di bucato consuma almeno 4 kW; poiché 1 kWh costa circa 0,18 euro, 4 kWh corrispondono a 0,36 euro), così come non è ininfluente il suo impatto ambientale complessivo.

Di conseguenza, in tempi di crisi energetica e di aumento delle tariffe, l’asciugatrice è un elettrodomestico di cui se ne potrebbe fare a meno, anche perché alle nostre latitudini l’asciugatura del bucato è di rado un problema. Tuttavia, essa può essere un’esigenza negli ambienti umidi, oppure se non vi sono spazi adeguati per stendere.

Per scegliere bene il modello bisogna ricordare che maggiore è la velocità di centrifuga della lavatrice, più velocemente si asciugano i capi lavati.

La soluzione migliore per poter asciugare a costo zero resta comunque quella di stendere il bucato su uno stendibiancheria. Nei nostri climi la semplice esposizione all’aria è più che sufficiente. Durante l’inverno, con la secchezza dell’aria che si crea all’interno dell’abitazione a causa degli impianti di riscaldamento, asciugare la biancheria in casa aiuta anche a migliorare la qualità del microclima.

Stendibiancheria all'aperto
Stendibiancheria all’aperto

Quindi è bene preferire l’asciugatura all’aria ogni volta che è possibile (che è gratis e non inquina) e azionare l’asciugatrice della lavatrice solo quando non è possibile fare altrimenti.

LAVASTOVIGLIE

Come per le lavatrici, l’etichetta energetica delle lavastoviglie ha sette settori e i livelli di efficienza vanno da A+++ a D.

Rispetto ai modelli vecchi di lavastoviglie, gli apparecchi recenti sono migliori dal punto di vista del consumo di energia elettrica, acqua e detersivo: i vecchi modelli consumano per il ciclo lungo 2,5-3 kWh, mentre quelli più recenti consumano da 1 a 1,5 kWh (risparmiando circa 0,18 euro per il lavaggio), che, per il ciclo rapido, possono scendere a 0,8 kWh.

Al momento dell’acquisto, quindi, conviene comprare gli apparecchi più innovativi, scegliendo il tipo di capienza secondo le nostre esigenze, azionando così la lavastoviglie solo a pieno carico.

lavastoviglie a pieno carico
Lavastoviglie a pieno carico

Le lavastoviglie, come le lavatrici, consumano grandi quantità di energia per riscaldare l’acqua prima del lavaggio, ma, a differenza di quest’ultime, possono essere collegate direttamente all’acqua calda (se l’impianto lo permette), con un notevole risparmio di energia elettrica. Durante un’eventuale ristrutturazione, dunque, vicino alla presa della lavastoviglie bisognerebbe predisporre un’ alimentazione dell’acqua calda.

Anche in questo caso, utilizzare bene la lavastoviglie può far risparmiare più del 45% sui consumi elettrici. Ecco come agire:

  • far funzionare l’apparecchio solo a pieno carico, così i cicli di lavaggio si possono ridurre di un terzo se non della metà;
  • usufruire del programma “eco” (lava a temperatura inferiore rispetto a quello standard);
  • pulire le stoviglie dai residui con una spugna umida prima di metterle nella lavastoviglie, per evitare di far seccare lo sporco;
  • pulire spesso il filtro poiché, se sporco, può rimettere in circolo residui di cibo durante il lavaggio e li fa depositare sulle stoviglie;
  • eliminare la funzione di asciugatura con l’aria calda: a fine lavaggio, aprite lo sportello e la semplice circolazione dell’aria asciugherà rapidamente le stoviglie, riducendo la durata del ciclo di almeno 15 minuti e risparmiando il 45% di energia;
  • aggiungere regolarmente il sale nell’apposito contenitore, per aumentare l’efficacia del detersivo e per prevenire la formazione di incrostazioni di calcare;
  • utilizzare solamente detersivi specifici (o pastiglie pretagliate) per lavastoviglie e in piccole quantità, seguendo le dosi consigliate dalle case produttrici, in modo da renderle perfettamente pulite.

FRIGORIFERI E CONGELATORI

Un congelatore A++
Un congelatore A++

In media, i frigoriferi e i congelatori incidono sulla bolletta elettrica domestica per circa il 25%. Bisogna, dunque, osservare attentamente la loro etichetta energetica (che prevede anche le classi A+++, A++, A+), nella quale viene indicato il consumo di energia in kWh/anno che si avrebbe tenendo l’apparecchio sempre in funzione, a porte chiuse e in condizioni standardizzate, la capienza del frigorifero e congelatore, il rumore emesso (in dB) e il numero di stelle degli scomparti a bassa temperatura che informa sulle temperature che si possono ottenere e sulla conservazione dei cibi.

La scelta del frigorifero o del congelatore va fatta in base al numero di persone, alle abitudini di spesa, all’eventuale esigenza di congelare cibo fresco, allo spazio disponibile in casa. Inoltre, al momento dell’acquisto, occorre paragonare attentamente fra loro dimensioni e prestazioni dei diversi modelli e scegliere quello più adatto alle proprie necessità.

Tra i modelli in commercio sono molto consigliati i no-frost, perché il meccanismo di ventilazione di cui sono dotati previene l’accumulo di umidità, il formarsi di brina e ghiaccio e di cattivi odori. Un altro elemento da considerare sulla qualità dell’apparecchio è l’isolamento, riferito al tempo di autonomia senza corrente (cioè il numero di ore necessarie perché, dopo l’interruzione dell’alimentazione, inizi il processo di scongelamento): più è alto, tanto migliore è l’isolamento dell’apparecchio.

Per funzionare al meglio e senza sprecare energia, il frigorifero va installato possibilmente nel punto più fresco della cucina, lontano da fonti di calore (fornelli, termosifone, finestre). Inoltre, va collocato in modo da consentire sempre una buona aerazione al condensatore (ovvero a 10 cm di distanza dalla parete con un certo spazio sia sopra che sotto).

Infine, è sempre importante utilizzare correttamente questi apparecchi fino ad ottenere un risparmio del 50% (i frigoriferi consumano in media 100-240 watt). Ecco qualche consiglio per un uso migliore:

  • pulire il condensatore (serpentina) posto sul retro dell’apparecchio, ad esempio con un aspirapolvere, almeno una volta all’anno (dopo aver staccato l’alimentazione elettrica), poiché lo strato di polvere crea un effetto isolante che ostacola il raffreddamento;
  • sbrinare spesso l’apparecchio: la brina (che non deve mai superare i 5 mm di spessore), riduce lo spazio e sottrae freddo all’apparecchio isolandolo (uno strato di ghiaccio anche di soli 2 mm sulle pareti fa aumentare i consumi del 10% e se raggiunge i 10 mm li fa raddoppiare).
    aprire le porte di frigo e freezer il meno possibile;
  • introdurre cibi a temperatura ambiente e non caldi (sottraggono il freddo);
  • sistemare il cibo in modo ordinato nei contenitori più adatti alle esigenze di conservazione (la zona più fredda del frigorifero è in basso, sopra i cassetti della verdura);
  • regolare il termostato: la temperatura ideale per conservare gli alimenti si aggira tra i 3-4 °C e 5 °C; sotto i 3 °C i consumi aumentano inutilmente (del 10-15% circa).

FORNI

forno in funzione
Forno in funzione

Quando si acquista un forno, prima di tutto bisogna decidere quale tipo scegliere, se elettrico o a gas. I modelli a gas sono di gran lunga i più economici; i forni elettrici (tra cui anche il forno a microonde), usando energia elettrica, sono più costosi, ma hanno un efficienza energetica maggiore, suddivisi in classi di appartenenza da A a G per quanto riguarda l’etichetta energetica.

Un forno elettrico, che è il modello più diffuso, consuma mediamente 2200-2300 watt. Seguendo questi consigli per un utilizzo intelligente, è possibile risparmiare fino al 30%:

  • preriscaldare solo quando è indispensabile;
  • evitare di aprire lo sportello del forno, soprattutto nel periodo di preriscaldamento e durante la cottura;
  • spegnere sempre il forno un po’ prima della cottura completa (sfruttando il calore residuo nell’ultima fase);
  • usare i forni ventilati, poiché garantiscono una dispersione del calore uniforme e rapida, riducendo i tempi necessari;
  • pulire bene il forno dopo l’uso (meglio quando è ancora tiepido)
  • per la cottura nel microonde usare contenitori trasparenti alle onde (vetro, ceramica e porcellana) e mai il metallo (che può danneggiare il generatore del microonde).

PIANI DI COTTURA

I piani di cottura possono essere in lamiera smaltata o in acciaio inox, oppure in vetroceramica. Dividendoli per tipo di alimentazione, possono essere a gas, elettrici o ad alimentazione mista. In quelli alimentati a gas sono presenti solo i bruciatori, quelli elettrici costano solo di piastre elettriche, infine quelli ad alimentazione mista combinano su un unico piano i due componenti: bruciatori e piastre.

cucina a gas
Cucina a gas

La scelta fra le varie tipologie di fornelli esistenti dipende molto dalle preferenze personali; dato che per questi apparecchi non è ancora prevista l’etichetta energetica, conviene informarsi bene e confrontare le diverse possibilità e farsi spiegare dettagliatamente le caratteristiche legate ai consumi, privilegiando i più efficienti.

Tra quelli a gas, è bene scegliere quelli che garantiscono la migliore combustione a fare attenzione che i modelli abbiano termocoppia (ormai quasi incomprensibile), cioè quel dispositivo di sicurezza che blocca la fuoriuscita di gas quando la fiamma si spegne per cause accidentali (per esempio, l’acqua della pentola che trabocca).

E’ necessario poi seguire alcune regole d’uso per risparmiare energia quando cuciniamo:

  • usare sempre i coperchi, abbassando al minimo la fiamma ogni volta che si raggiunge l’ebollizione;
  • utilizzare il più possibile pentole a pressione, che consentono di economizzare, oltre a moltissimo tempo, fino al 70% dell’energia necessaria;
  • quando si usa la cucina a gas, i fuochi devono essere sempre ben regolati (il minimo deve tenere bene e non spegnersi al primo soffio d’aria);
  • la manutenzione è fondamentale: i bruciatori devono essere tenuti sempre puliti e asciutti (basta usare uno spazzolino o una spugnetta di metallo) per evitare che si danneggino;
  • ogni apparecchio deve avere un suo rubinetto del gas (diverso da quello generale) in un punto accessibile e comodo da raggiungere, perché è buona prassi chiuderlo ogni qualvolta non si usa la cucina.

CONDIZIONATORI ELETTRICI

Per rinfrescare le stanze delle nostre case in estate si può acquistare e utilizzare un condizionatore, ma sarebbe più efficiente progettare un vero e proprio impianto di condizionamento, come sistemi di riscaldamento a bassa temperatura con doppia funzione, che nel periodo estivo possono fornire anche il raffrescamento.

In base alla funzionalità e i sistemi di raffreddamento (ad aria o ad acqua) i condizionatori elettrici si suddividono in due gruppi:

  1. apparecchi per il solo raffreddamento;
  2. apparecchi dotati anche di funzione riscaldamento (funzionano sul principio della pompa di calore).

L’uso del condizionatore va ristretto solo ai casi di effettiva necessità, nelle giornate più afose e con cautela, cioè regolando la temperatura in modo che la differenza fra interno ed esterno non sia eccessiva. E’ molto importante anche che l’impianto non raffreddi semplicemente l’aria, ma provveda a climatizzarla, regolandola al giusto grado di umidità e depurandola.

Di seguito, sono elencati altri consigli per un utilizzo ottimale:

  • proteggere l’ambiente da raffrescare dai raggi del sole con tende o pellicole antisolari: occorrerà meno potenza per raffrescarlo;
  • la parte esterna e la parte interna dell’apparecchio devono essere installate il più possibile vicine l’una dall’altra, in modo da richiedere meno liquido refrigerante fra le due parti, entrambe collocate in una posizione non soleggiata (il condizionatore risparmierà fino a un terzo del suo lavoro);
  • installare il condizionatore in modo che l’aria circoli liberamente davanti alle prese di entrata ed uscita;
  • regolare il termostato non al massimo, ma in modo da ridurre la differenza di temperatura tra interno ed esterno di circa 6° C;
  • pulire il filtro d’aria ogni 15 giorni (e se è il caso, sostituirlo periodicamente): un filtro sporco danneggia l’aria condizionata che respiriamo, oltre ad incrementare i consumi;
  • evitare di tenere porte e finestre aperte quando si usa il condizionatore: la stanza da raffrescare va tenuta ben chiusa, scegliendo le ore di minor calore per effettuare i necessari ricambi d’aria.

RADIATORI ELETTRICI

I radiatori elettrici sono caloriferi portatili o a parete, collegati a una presa di corrente elettrica e scaldano gli ambienti.

Nonostante il notevole consumo di energia elettrica (scaldare una stanza 5 ore al giorno per 6 mesi l’anno incide sulla bolletta per oltre 100 Euro), i radiatori elettrici sono apparecchi comuni nelle nostre case. In commercio ne esistono vari modelli: 

  • i termoconvettori (riscaldano stanze di grandi dimensioni con un calore abbastanza uniforme);
  • i termoventilatori (riscaldano l’aria e la diffondono rapidamente con una ventola, adatto per piccoli spazi come il bagno);
  • i pannelli a raggi infrarossi: apparecchi da parete che vanno usati con cautela poiché possono comportare pericoli di incendio, quindi converrebbe installarli in alto, sopra ad una porta ad esempio e lontano da materiali infiammabili (Per maggiori informazioni leggi: Riscaldare la casa con i pannelli elettrici a infrarossi).

Una volta acquistato un radiatore elettrico, è fondamentale osservare alcune precauzioni durante l’utilizzo:

  • adoperare sempre un radiatore elettrico di dimensioni adatte a quelle della stanza presa in considerazione;
  • non effettuare ricambi d’aria durante il periodo di riscaldamento
    nei bagni utilizzare solo apparecchi specifici e con la massima cautela;
  • non utilizzare gli apparecchi per asciugare biancheria;
  • quando non vengono adoperati, evitare di lasciare gli apparecchi esposti al sole o a umidità;

1 Comment

  • Una guida stratosferica! Complimenti sentiti da chi del settore se ne intende, ancora una bellissima guida a trecento sessanta gradi sul pallino ecologico e della sicurezza – perché anche di questo si tratta.
    Un carissimo saluto,
    Camilla

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